Palazzo delle Feste

Multi-purpose hall

Lo sviluppo urbanistico della cittadina di Bardonecchia subì una vera e propria svolta con i primi del ‘900, quando la Società Immobiliare Bardonecchia acquistò la vasta area a sud del Borgo Vecchio rimasta inutilizzata dopo la disastrosa alluvione del torrente Rho del 1872. Il piano urbanistico della società fondata dagli ingegneri Ceresa, Capuccio e Luino rispondeva alla crescente domanda del turismo sia invernale che estivo e prevedeva, tra le altre cose, l’edificazione di un centro turistico di soggiorno.

Fu così che a partire dal 1913, su progetto dell’ingegnere Carlo Angelo Ceresa, nella zona in cui anticamente sorgeva la Cappella del Saint Sepulcre iniziarono i lavori di costruzione di quello che inizialmente doveva essere l’Hotel Bardonecchia o Grand Hotel La Rho, poi riconvertito nel Gran Salone Divertimenti, anche detto ilKursaal”.

Probabilmente a causa del sovradimensionamento della struttura e degli ingenti costi, i lavori non furono mai ultimati.

Negli anni a seguire il palazzo fu destinato a diversi scopi: magazzino, asilo per militari e prigionieri di guerra, nonché sede alpina del dopolavoro della FIAT che lo donò al Comune di Bardonecchia in cattive condizioni. Dopo importanti lavori di ristrutturazione il 3 agosto 1935 venne inaugurata la stagione di spettacoli con “Il barbiere di Siviglia” e l’edificio assunse definitivamente la denominazione di Palazzo delle Feste. La gestione della struttura e la programmazione degli spettacoli venne affidata al Signor Umberto Fiandra, impresario teatrale che garantì la qualità degli spettacoli e degli intrattenimenti e la manutenzione dell’edificio fino al 1939.

Dal dopoguerra e fino agli anni ’70, il Palazzo delle Feste subì un lento declino e degrado e fu nuovamente utilizzato per le più disparate funzioni: sala da ballo, bar e cinematografo, ostello per la gioventù, palestra, ma anche deposito e magazzino.

Fu solo nel 1981 che iniziarono i primi interventi di restauro, ma essendo molto onerosi vennero sospesi più volte in relazione alle disponibilità finanziarie del Comune: ci vollero infatti ben 16 anni per ultimare i lavori e nel 1997 assunse la sua attuale veste.

Il progetto di restauro ha garantito la conservazione praticamente invariata delle linee esterne dell’edificio, che resta una testimonianza del periodo a cavallo tra Eclettismo e Liberty. Lo stile architettonico e decorativo, ispirandosi alla Secessione viennese, mantiene partiture geometriche verticali tese ad alleggerire la struttura imponenti.

Dall’ampio ingresso si accede a Sala Giolitti (190 posti a sedere) e tramite una gradinata aerea si giunge alla sovrastante Sala Viglione (430 posti a sedere divisi tra platea e galleria). Questa sala dispone di un bel foyer collegato tramite un’altra gradinata ad una sovrastante balconata con accesso diretto alla galleria.

All’interno dell’edificio, oltre alle due sale principali, sono inoltre presenti diversi ambienti tra cui una cabina di regia, alcune cabine di traduzione simultanea, spazi espositivi e locali che, a seconda delle esigenze, possono essere adibiti a diversi usi quali, a titolo esemplificativo, uffici.
Oggi il Palazzo viene utilizzato per molteplici funzioni: ospita la maggior parte delle rappresentazioni della rassegna musico-tetarale Scena 1312, mostre, convegni e conferenze.

Palazzo Delle Feste
Piazza Valle Stretta - 10052, Bardonecchia

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