Nel “Paniere dei prodotti tipici” promosso dalla Città Metropolitana di Torino, i frutti ricoprono un ruolo di primo piano: sono il risultato della combinazione tra clima, altitudine, pratiche agricole tradizionali, oltre che della passione dei produttori locali.
I frutti
Tra le varietà più significative vi sono le antiche mele piemontesi che comprendono otto frutti: la Grigia di Torriana, la Carla, la Runsè, le Dominici, la Magnana, la Cavilla bianca, la Buras e la Gamba fina.
Nel paniere dei frutti non potevano mancare le rinomate ciliegie di Pecetto, coltivate nelle colline del Torinese e del Chierese secondo tecniche frutticole ecosostenibili e biologiche, che vantano svariate qualità come la Galucia, durone di colore rosso scuro, grosso e rotondo e la Vittona della spiga, ciliegia a frutto cuoriforme, di sapore molto dolce. C’è poi il marrone della Valle di Susa, tra le castagne più pregiate presenti sul mercato di cui si distinguono tre ecotipi: il Marrone di San Giorio, il Marrone di Bruzolo, il Marrone di Meana. Il marrone della Valle di Susa è il protagonista di sagra di grande successo, che richiama ogni anno circa 50.000 visitatori
Infine, nel paniere trovano spazio anche i piccoli frutti come mirtilli, lamponi, more, ribes, uva spina e fragoline di bosco. Data la loro rusticità, queste specie costituiscono un tipo di coltura che permette di valorizzare terreni marginali. In provincia di Torino circa l'80% dei produttori di piccoli frutti è localizzato alle pendici delle montagne e in zone collinari.