Dagli spazi al piano terreno dedicati alla città ai nuovi ambienti che presentano al pubblico il risultato di oltre un secolo di ricerca archeologica a Susa e nella sua valle.
La prima sala è dedicata alle testimonianze più antiche provenienti dal territorio, che coprono un arco di tempo ampio, dal Neolitico all’età del Ferro: tra queste la punta di lancia in bronzo da Avigliana, borgata Malano, databile tra la metà del XIV e gli inizi del XII secolo a.C., che trova confronti puntuali nel Cantone di Friburgo e nel Vallese e testimonia una rete di rapporti, che già allora attraversava le Alpi, con le comunitá d'oltralpe.
Le sei sale successive raccontano la nascita e l’evoluzione della città romana di Segusio: l’accordo stipulato tra Augusto e il re Cozio, episodio che nel 13 a.C. dà vita alla Provincia delle Alpi Cozie e l’Arco eretto pochi anni dopo per celebrarlo, la città di Segusio con il suo foro, le grandi opere infrastrutturali, i culti ufficiali accanto alle divinità di tradizione locale, la vita quotidiana nelle domus, lo spazio delle necropoli. Tra i materiali esposti, due statuette bronzee risalenti al II-I secolo a.C. raffiguranti Ercole promachos — l’eroe combattente, stante, con clava e leonté, rappresentano le testimonianze più antiche nel territorio alpino di nuove forme di culto di matrice greco-romana.
L’esposizione museale ha anche una vocazione naturalistica, ospita le collezioni più recenti del Museo Civico e la "Wunderkammer" ci conduce ad atmosfere di fine Ottocento.