La mostra è il risultato di una residenza artistica vinta grazie alla partecipazione alla quarta edizione del premio ArtRise, pensata ad hoc per accompagnare un progetto che l'artista stava sperimentando, Tessere la storia, e che ha potuto completare a Ivrea.
Come un'antropologa, nel mese di luglio Anastasia Moro ha vissuto a Ivrea, partecipando alla vita della comunità e osservando, documentando e fotografando, attraversando i luoghi olivettiani riconosciuti dall'UNESCO come patrimonio mondiale, raccogliendo informazioni e scatti: dettagli, oggetti, angoli di città.
L'idea è rendere visibile l'invisibile: le architetture relazionali, ovvero quei legami che oggi possono ridefinire i luoghi del lavoro e della memoria, veri baluardi di resilienza umana. L'artista lo fa attraverso una tecnica insieme digitale e manuale. Le fotografie in bianco e nero vengono ritagliate a mano e intrecciate, due o tre alla volta, come in un lavoro d'ordito, inframmezzate da listarelle di carta specchiante, fino a dare forma a opere uniche.
Con questo paziente lavoro di ritaglio e intreccio Anastasia Moro racconta il lento e naturale costituirsi dei luoghi e delle relazioni tra le persone e le macchine. Frammenti di tempo e pezzi di vita si fondono, avvicinando e tessendo insieme i secoli fino ai giorni nostri.
Sono le Architetture Relazionali a costruire il ponte tra passato e presente: con costanza resiliente ciascuno di noi, semplice passante o residente, è chiamato a tessere la storia di questo patrimonio lasciato a Ivrea, cercando punti di connessione per rafforzare, rinnovare ed estendere i valori di un'eredità tanto importante.
Via San Gaudenzio 10b - 10015, Ivrea
Le sedi
Scopri di più
- Ivrea e Canavese
Ivrea