Dall’antichità a oggi, la montagna ha rappresentato per molti popoli un luogo di transizione verso un altrove cosmico e ultraterreno. Se nelle culture più antiche era intesa come la soglia più prossima al divino sulla Terra, con l’affermarsi del pensiero moderno il suo significato si rovescia: da limite sacro diventa traguardo da raggiungere e misurare, un territorio da conquistare per affermare il primato della conoscenza e dell’azione umana sulla natura.
In un presente sempre più instabile e compromesso, ci si domanda se la montagna possa ancora permetterci di riorientare il nostro sguardo, aiutandoci a chiarire quale posizione desideriamo assumere nei confronti del Pianeta che abitiamo