Giovanni Termini, La forma del non detto

Dal 24/09/2026 al 31/01/2027
Cultura & Tradizione

Giovanni Termini - Assoro (Enna) 1972, vive e lavora a Pesaro. La sua ricerca si concentra su una ridefinizione della scultura, intesa non come organizzazione di volumi statici, ma come combinazione di forme in espansione. 

I media da lui utilizzati, consistono in oggetti quotidiani provenienti dai contesti più diversi e realizzati con materiali differenti: legno, acciaio, vetro, tubi da ponteggio che dialogano fra loro per affermare il primato della materia e della forma.

Egli indaga precedentemente lo spazio in cui le sue opere verranno create, lo assorbe e lo vive prima di attuare l’installazione.


La sua idea di spazio – lo spazio in cui l’artista lavora e in cui l’opera nasce e vive – non coincide con una dimensione astratta e predefinita, il suo non è uno spazio cartesiano, bensì uno spazio valutato dalla prospettiva stessa dell’artista come grado zero. Lo spazio diventa infatti un “cantiere” – parola chiave nella pratica di Termini, sinonimo di un ambiente in continuo progresso, avanzamento e trasformazione – che nasce come strumento di introspezione e diventa infine la forma espressiva distintiva dell’artista.

La forma del non detto: Saturnia, Grata, Starter

La prima “forma” geometrica utilizzata, articolata e componibile, ha permesso a Termini un assemblaggio in un modulo simile a un tavolo con un grande vuoto centrale su cui ha collocato una cena per dodici persone con ventiquattro piatti fondi, posti a coppie uno sull’altro, come se dovessero conservare il tepore di un qualche cibo in essi contenuto. La seconda “forma” è composta dal cavalletto e dalle griglie, sovrapposti e incastrati in un amplesso sadico e in un dialogo contemplativo dove ferro e legno convivono simbioticamente. La terza “forma” sono i neon e le plafoniere che, come pesci guizzanti dalle scaglie argentate, lucenti e riflettenti, spiaggiati da un’onda troppo lunga, sono messi lì ad agonizzare nello spazio vuoto della sala. 

Le tre “forme” e i loro titoli sono ambigui calambour umoristici con cui l’artista devia la nostra attenzione ingannandoci e sottraendo con l’evidenza il significato alle cose. 

Giovanni Termini
Fondazione Ettore e Ines Fico
via Pessinetto 10/g - 10149, Torino
Uffici del Turismo
Uffici di Informazione e Accoglienza Turistica

Scopri quando e dove trovarci

Newlsetter
Newsletter

Resta in contatto con noi

Atp
Mangébin Logo Footer
Residenze Reali
Logo Outdooractive Green White Rgb 1368x360