Il design è per sua natura ottimista: cerca di risolvere problemi e creare, così facendo, condizioni preferibili. Eppure, nel pensiero che lo guida abbondano le espressioni di scetticismo, insoddisfazione e persino risentimento.
Queste “passioni tristi”, piuttosto che essere liquidate come anomalie, possono illuminare i punti ciechi della disciplina? La disillusione può rappresentare qualcosa di più della semplice delusione? Può tradursi in un metodo emotivo per portare alla luce disfunzioni e contraddizioni?
È questa la proposta de Il designer senza qualità: Silvio Lorusso segue le tracce passate e presenti della disillusione progettuale, nel tentativo di colmare il divario tra aspettative e realtà nella pratica quotidiana dei designer.