Anno del Signore 1518.
In Italia vi è stato un processo per stregoneria più vasto di quello di Salem e per secoli è rimasto quasi dimenticato.
Nel cuore della Val Camonica la peste, la fame e le continue sciagure alimentano un bisogno disperato di trovare un colpevole. Quando Pasquina, Messer Pasino e Agnese denunciano alle autorità la presunta presenza di streghe e adoratori del Diavolo nella valle, quella che sembra una semplice richiesta di aiuto innesca un meccanismo destinato a sfuggire al controllo di chiunque.
Da Brescia, il vescovo Altobello Averoldi invia Fra Tommaso, un frate rimasto ai margini della carriera ecclesiastica, con un incarico apparentemente semplice: riportare l’ordine, placare le voci e chiudere rapidamente la vicenda.
Ma ogni interrogatorio genera nuove accuse, ogni confessione trascina con sé altri nomi, finché la paura si trasforma in una vera epidemia. Il processo si allarga senza più distinguere innocenti e colpevoli, coinvolgendo un’intera valle e dando origine a quella che diventerà la più grande caccia alle streghe della storia italiana.
Una tragedia quasi dimenticata, perché anche le deposizioni e le testimonianze di quel processo finirono in gran parte distrutte tra le fiamme o condannate all’oblio.
Fino a oggi