Arma, attrezzo, simbolo.
La beidana è un oggetto di difficile definizione. Nata e diffusa principalmente nelle Valli Valdesi per armare le comunità locali durante le persecuzioni del XVII secolo, fu concepita ispirandosi agli attrezzi agricoli di uso quotidiano di un popolo di montanari e contadini. Proprio questa duplice natura, a metà tra strumento di lavoro e arma, ne caratterizza l’unicità.
Utilizzata per circa un secolo, a cavallo tra il Seicento e il Settecento, ha lasciato tracce di sé principalmente in Val Pellice. Alla fine dell’Ottocento la beidana assunse un forte valore simbolico, divenendo emblema della tenace resistenza valdese: un significato che si è consolidato nel tempo, fino a dare il nome, nel 1985, a una rivista tuttora pubblicata.
La mostra ripercorre la storia della beidana, dalle origini alla trasformazione in simbolo identitario. Per la prima volta, le fonti storiche vengono analizzate accanto a numerosi esemplari originali, offrendo una lettura critica e documentata dell’oggetto.
L’esposizione si propone di rispondere a una serie di interrogativi ancora aperti: dove e perché nacque la beidana? Con quale nome era conosciuta all’epoca del suo utilizzo? Fu impiegata esclusivamente dai Valdesi? Quanti esemplari sono giunti fino a noi? Come e da chi veniva prodotta?
Via Beckwith 3, Torre Pellice