Un’opera corale curata da Alessandro Bulgini che racconta le storie dei nativi e delle native dell’IPI.
Flashback Habitat, centro per le culture contemporanee, è concepito come un ventre materno, un organismo omnicomprensivo in cui tutto converge: l’origine, il filo rosso che unisce passato e presente, la casa in cui tornare. Quel che cambia e si trasforma, oggi, è l'atteggiamento con cui accogliamo il dono di questo spazio, le storie delle persone che lo hanno attraversato, la vita stessa del luogo: la nuova versione dell’opera si configura in un gesto beneaugurante.
La permanente vede la nascita di due nuovi progetti, pensati come contributi ulteriori, come nuove stratificazioni:
- Asterismi. Nelle stanze centrali compaiono tre nuove pareti che accolgono tre opere sul tema della maternità, dove antico, moderno e contemporaneo convivono sul medesimo orizzonte temporale: dagli scatti di Fabio Bucciarelli (2018) che ritraggono le madri di Gaza e del Libano, alla Madonna lignea della metà del Quattrocento (1445 ca.) di Giacomo Moranzon fino alla Mater Dulcissima in bronzo di Giuseppe Gallo (2004)
- Nuovi Sguardi. Nasce dalla collaborazione con Tea Taramino, artefice e curatrice del PARI Polo delle Arti Irregolari. Le finestre del corridoio un tempo utilizzate per tenere d’occhio i bambini e le bambine adesso si trasformano in display luminosi: ad abitarli sono le opere di Girolamo Della Malva, Laura Biella e Luca Romano, artisti “irregolari” che ci indicano nuovi modi di guardare. Le opere riunite in questa sezione chiedono di sospendere ogni definizione e di lasciare che sia l’opera a creare la propria relazione con chi la guarda.