La storia antica di San Ponso è scritta quasi unicamente sulla pietra.
La presenza di numerose lapidi, tra le quali quattro in marmo bianco, incise con molta cura, a fianco di altre steli di tradizione gallica, conferma l'intenso processo di romanizzazione di San Ponso.
Le notizie circa la fase longobarda, cui risale la pieve, sono piuttosto frammentarie, nonostante la presenza di un villaggio fortezza sulle alture di Belmonte.
Nei secoli bui del Medioevo, San Ponso ha seguito le sorti di tanti piccoli centri dilaniati dalle guerre, flagellati dalla miseria e dalle pestilenze. Nel XVI e nel XVII secolo risulta frazione di Salassa e sotto la giurisdizione dei Conti di Valperga; riacquista la propria autonomia civile con la costituzione in comune nel 1693, per poi perderla nel 1929, quando viene nuovamente aggregato a Salassa.. Torna definitivamente autonomo nel 1947.
Da segnalare il Battistero, si tratta di una costruzione risalente al tardo X secolo o inizio XI secolo che doveva affiancarsi ad una pieve romanica, posta ove oggi si erge la barocca parrocchiale dedicata a San Ponso. Il sito ospitava sin dall'epoca romana un'area cimiteriale, come testimoniano alcune lapidi del I-II secolo d.C riportate alla luce. L'alto campanile posto sopra la cupola rappresenta una curiosa aggiunta del 1585, incongrua con lo stile romanico.