Villareggia è un comune al confine orientale del Canavese, sulla sinistra della Dora Baltea; a nord dell'abitato si innalza la collina di Moncrivello.
Nelle antiche carte il nome è scritto “Villaregia” o anche “Villa Regia” e non come si scrive oggi “Villareggia”.
Si ritiene che in origine fosse un latifondo di proprietà reale per qualche confisca operata dal Sovrano o Signore, oppure per una vera e propria riserva concessa al suo territorio ed ai suoi abitanti. L'ipotesi è anche avvalorata dal fatto che Villareggia possedeva il suo castello, in cui risiedeva il Signore o l'agente regio. L'essere costituita di poche case rustiche e forse l'essere dominio diretto del Signore, tolse il paese di Villareggia dalla storia comune dei paesi vicini.
Compare, come nucleo di qualche importanza, assai tardi. Dai documenti si è desunto che Villareggia fosse intorno all'anno 1000 un possesso personale dei conti di Biandrate. Dai conti di Biandrate, per ragioni ereditarie, passò probabilmente ai conti di Albiano, e da questi, per la cessione dei propri beni fatta all'imperatore Federico Il, allo stesso Imperatore. Successivamente ceduta all'Abbazia di S.Andrea di Vercelli.
Dopo il 1375 Villareggia passò sotto i Savoia e assegnata al Capitanato di Santhià che rappresentava il Principe nell'amministrazione civile e militare, doveva far eseguire gli ordini ed aveva l'incarico di proteggere la libertà e l'immunità dei Comuni soggetti. I Villareggesi furono sempre tenaci nel difendere le loro prerogative e gelosi di essere alle dipendenze immediate dei duchi di Savoia.
Villareggia fu uno di quei fortunati paesi che liberamente fece dedizione ai Savoia, e obbedì ad essi soli senza che altri potessero accampare diritti. Capi amministrativi del Comune erano i due Consoli che duravano in carica 6 mesi e non potevano essere rieletti che dopo 2 anni dalla scadenza. Si eleggevano il 27 dicembre, giorno di S. Giovanni Apostolo ed il 24 giugno. Questi due magistrati si chiamarono così fin verso l'anno 1700 in cui presero il nome dei sindaci, quantunque rivestiti delle medesime attribuzioni.
Probabilmente ha origine antiche anche il prodotto tipico IL BRUT DI VILLAREGGIA.
Il brut è un prodotto della cucina tradizionale, un insaccato di carne di maiale allevato a grano e crusca, ottimo per le merende sinoire accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso. A ricordare quei tempi magri, entrando in Villareggia, c’è la Torre- Porta del ricetto, dalla quale si accede al borgo, unica testimonianza del periodo medioevale del paese.