Ogni epoca artistica ha un suo colore prediletto: l’azzurro di lapislazzuli evoca gli affreschi quattrocenteschi, il rosa cipria ricorda le trine e i merletti del Settecento francese, la terra d'ombra è tipicamente seicentesca, come nei ritratti di Rembrandt.
Nel mondo contemporaneo a costruire l’immaginario visivo è però il sistema delle merci e non c’è più una tinta preferita ma l’unione di tanti colori messi insieme: il variopinto ribadisce che c’è una varietà di scelta (almeno apparente) come nei gusti delle caramelle o nelle colorazioni di balsami e shampoo.
Ma l’idea del variopinto non è neutra: è un punto di vista sul mondo: è una storia fatta di avanzi di carta e di stoffa, di scampoli, come succede col costume di Arlecchino. In questi termini lo spirito carnevalesco può aiutarci a spiegare come funzionano i supermercati e, a loro volta, le merci possono insegnarci qualcosa sui coriandoli e la loro vita effimera.
Sala Grande
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