Per ogni cosa c'è un momento, il tempo per ogni faccenda sotto il cielo. C'è un tempo per conoscere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradire le piante - Qoelet [3, 18-8].
Il riferimento è all'Ecclesiaste (in ebraico Qoelet), nel quale viene proposta una riflessione sulla caducità della vita e sulla vanità delle opere dell'uomo. La ricerca dell'artista, profondamente legata alla cultura ebraica, muove dalla consapevolezza che in natura nulla dura e che tutto ha un suo tempo.
Alcune decine di piccoli quadri, per lo più monocromatici, rappresentanti frutti tratti proprio dalle riproduzioni di Garnier Valletti, sono esposti delle teche del museo come a raddoppiarne l'immagine e stabilire un dialogo immaginario con la collezione museale.
Jessica Noy Laufer, nata ad Haifa (Israele) nel 1990, ha trascorso la maggior parte della sua vita a Verona, dove coltiva i suoi interessi per l'arte visiva. Nel 2022 ha fondato il suo studio Sababa Atelier, progetto artistico e curatoriale con l'intento di creare un centro di aggregazione culturale.
Parallelamente all'attività artistica, svolge attività di insegnamento nelle scuole primarie, portando avanti un percorso che unisce arte ed educazione.
Via Pietro Giuria 15, Torino