Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, alcuni sopravvissuti compiono un gesto estremo: intentano un processo contro Dio.
A guidare il tribunale è Elga Firsch, celebre attrice teatrale prima della deportazione: donna svuotata dal dolore ma mai privata della propria dignità, Elga non cerca vendetta né consolazione… pretende risposte.
Questo è il cuore di Processo a Dio di Stefano Massini, un’opera che mette in scena l’urgenza di interrogarsi sul silenzio di fronte all’orrore. Da questo testo prende forma una rielaborazione della compagnia Zerimago, che mantiene intatto l’impianto simbolico dell’opera ma ne amplia il significato, trasformandola in uno spazio di riflessione collettiva sul nostro presente.
Perché il vero processo non è a Dio ma all’uomo, alla memoria e alla nostra responsabilità. Ricordare non significa solo guardare indietro: significa acquisire consapevolezza delle ingiustizie di cui siamo testimoni oggi.